| Cda lupetti: un mo(n)do speciale per crescere |
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| Scritto da Silvia Creanza | |
| mercoledì 27 gennaio 2010 | |
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Ormai sono esploratrice, il reparto è bellissimo e le attività molto divertenti. Il branco, però è un’ esperienza indimenticabile, in branco ho iniziato il mio cammino scout e ho vissuto avventure strabilianti. ![]() Dei quattro anni che ho passato in branco, il migliore è stato certamente l’ultimo. La consapevolezza di essere più grande, di avere vari anni di esperienza alle spalle, la certezza che i lupetti ti conoscono e ti ascoltano, le prime responsabilità e l’iniziare a capire la difficoltà nello spiegare ciò che è giusto o meno ai cuccioli. Ma soprattutto al quarto anno diventi uno dei più grandi nel Consiglio di Akela! Io sono stata molto fortunata, perché dal 30 maggio al 2 giugno 2009 abbiamo partecipato alla Rupe Nazionale dei CdA, è stata una bellissima esperienza: abbiamo imparato ad essere clown, ci siamo truccati, abbiamo imparato i trucchi di magia e giocoleria, abbiamo donato delle emozioni a dei clown tristi, abbiamo imparato a fare le bolle, a costruire bolàs e palline … abbiamo svolto attività con gli altri lupi di tutt’Italia. Il campo è passato velocemente, il posto era bellissimo ed incredibilmente comodo! Ovviamente ci siamo fatti riconoscere anche là, a Marina di Massa, il più grande gruppetto di ragazzini scatenati e urlanti. Come CdA non eravamo molto unito, all’interno si erano creati delle sorta di gruppetti e non tutti erano simpatici a tutti. Nonostante questo ce la cavavamo, o almeno così pensavamo noi. Ricordo che il secondo giorno accadde un fatto poco piacevole. Akela ci aveva mandati nelle stanze a cambiarci e ci aveva detto di rimanere in corridoio. Come me, molti lupetti non avevano ascoltato la seconda parte ed erano usciti. Io e qualche altra lupetta scendemmo a cercare gli altri, pensando che l’appuntamento fosse fuori. Dopo poco Francesca venne verso di noi urlando che Akela era molto arrabbiata e che dovevamo salire immediatamente. Io mi aspettavo il peggio, la paura cresceva in me e la tensione era visibile in tutti i sedici lupetti stretti nella mia camera. Il mio sguardo cadde su Akela, ci guardava accigliata e aspettò un po’ prima di aprir bocca. Vederla arrabbiata per noi fu terribile e alla fine quasi tutti stavamo piangendo, soprattutto io e i lupetti più grandi: Akela ci aveva detto di fare gli zaini e di scendere a cenare perché poi ce ne saremmo andati. Nicholas chiese ad Akela di lasciarci parlare un po’ e lei uscì. I singhiozzi di quasi tutti i sedici lupetti risuonavano nella stanza, mentre io e il mio amico ci preparavamo a parlare. Col viso inondato di lacrime, trovai, nel profondo, la forza di aprir bocca per dire qualcosa, ma Nicholas mi precedette. Decidemmo di comportarci bene perché, conoscendola, Akela ci stava male anche più di noi. Avremmo mangiato in silenzio e ascoltato i Vecchi Lupi, sperando che lei cambiasse idea. Ad un tratto aprì la porta e ci invitò ad uscire, con un’espressione che non tradiva emozioni. Mi soffermai a pensai a pensare come si potesse sentire. Non le è mai piaciuto doversi arrabbiare con noi, la Rupe le stava piacendo e non voleva andarsene, secondo me. Poi, arrivata alla porta, mi sentii mancare e, sfinita, mi accasciai al muro. In una frazione di secondo pensai che Akela dovesse essere molto delusa, soprattutto da me e Nicholas, gli unici che erano in branco da quattro anni, quelli che sarebbero dovuti essere i più maturi e responsabili. Ripresi all’istante le forze, nessuno si era accorto del mio breve mancamento, e varcai la porta. A cena fummo bravissimi, Akela ci concesse di restare, a patto di comportarci bene, per noi che ci dovevamo godere il campo, per i lupetti che dovevano sapere ciò che avevamo fatto (eravamo dei portavoce), per i Vecchi Lupi che ci accompagnavano e per lei che non avrebbe voluto urlare con noi MAI più. In effetti, non l’avevo mai vista così arrabbiata, delusa e sorpresa dal nostro comportamento Dopo quella sera il consiglio di Akela era unito, avevamo capito che dovevamo ascoltare coloro che ci seguivano e la forza di un CdA cresceva in noi. È stato uno dei momenti peggiori e uno dei migliori. Io credo che quest’esperienza ci abbia fatti conoscere a fondo e unire in un modo speciale che non penso ci farà separare mai. Ormai sono esploratrice, il reparto è bellissimo e le attività molto divertenti. Non siamo più tutti insieme, Guido, Alessio e Letizia non vengono più; io, Nicholas, Lorenzo, Miriam e Claudio siamo passati in reparto e tutti gli altri, Federica, Alessandra, Alessandro, Francesca, Mattia, Claudio C. , Francesco, Giulia, Chiara e Nicolò sono i più grandi nel CdA , ma io mi sento unita a loro come in quella sera. Silvia Creanza Branco Ba1 Rudyard Kipling |
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